Leggi il report del laboratorio su Commo.org

Il laboratorio parte dalla necessità di ridefinire una proposta politica capace di porre come prioritario il tema del controllo sempre più esteso della politica e dell’economia da parte di organizzazioni criminali di stampo mafioso, in aree sempre più vaste del Paese.
Risulta inoltre indispensabile interrogarsi sulla inadeguatezza dei soggetti politici di fronte ai tentativi di infiltrazione e condizionamento da parte delle organizzazioni mafiose: gli strumenti di selezione della rappresentanza messi in campo nell’ultimo decennio – dalle primarie alle candidature on line del Movimento 5 stelle, fino alle scelte interne ai partiti – si sono rivelati inefficaci nel tentativo di rendere immuni le forze politiche dalla penetrazione mafiosa, come dimostrato in particolare dalle recenti vicende legate alle ultime elezioni primarie in Liguria e in Campania, così come all’“affaire Quarto” che ha coinvolto il M5S.Proponiamo quindi di proseguire la riflessione sul ruolo della politica antimafia da sinistra, lavorando in particolare su:

– trasformazioni dei fenomeni criminali nei contesti territoriali sia a tradizionale sia a nuovo insediamento mafioso;
– reazione delle comunità locali tra mancato riconoscimento, sottovalutazione, paura, omertà, connivenza;
– politiche degli enti locali e delle reti organizzate sui territori;
– strumenti di selezione della rappresentanza adatti a prevenire condizionamenti criminali;
– lavoro Commissione parlamentare antimafia tra inchiesta e livello normativo.

 

 

Facilitatori: Ludovica Ioppolo, Carmen Vogani, Carmelo Albanese

Partecipano: Alfredo Borrelli, Marta Bonafoni, Danilo Chirico, Celeste Costantino, Claudio Fava e Antonio Vesco