Le risposte alla crisi che viviamo sono sempre più insufficienti, sia da parte di uno stato dotato di un welfare familistico e per nulla universale, sia da parte delle principali strutture sociali, cattoliche e non, che rientrano nel terzo settore e nel volontariato. Siamo quindi dinanzi a una deriva di tipo assistenziale sul fronte economico e repressivo su quello sociale. Il neo-mutualismo diventa dunque per noi l’architrave su cui ricostruire un nuovo modello di società: una risposta collettiva e solidale alle contraddizioni del nostro tempo.
Mutualismo come nuovo paradigma della militanza politica
Nella crisi stanno emergendo prepotentemente nuove pratiche solidali che rappresentano un’autentica rottura con gli interventi basati sulla carità e la beneficenza. Esperienze collettive che interessano diffusamente migliaia di cittadini e che nonostante non abbiano ancora raggiunto una dimensione di massa, riescono a condizionare realtà locali di città e territori, contribuendo a ridefinire la cultura politica e le pratiche delle sinistre contemporanee. Queste realtà nascono come risposta alla povertà sempre più dilagante e hanno l’obiettivo di realizzare un nesso tra estensione dei diritti sociali e autonomia attraverso pratiche di partecipazione e solidarietà, contribuendo alla creazione di una prospettiva universale del welfare. Il mutualismo come strumento di emancipazione, capace di rompere il nesso assistenza-dipendenza e creare le condizioni affinché i fruitori passivi delle politiche di tutela assistenziali facciano finalmente irruzione sulla scena pubblica come soggetti portatori di risorse proprie.

Facilitatori: Diego Blasi e Laura Sant Angelo

 

Intervengono tra gli altri: Alessandro Gerosa, Claudio Marotta, Daniela Santroni e Luca Spadon