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Come si produce e cosa si produce in Italia? Su cosa investe il nostro paese? Sicuramente si produce un grande spreco di competenze e abilità, ne sono prova le migliaia di giovani, spesso altamente qualificati, che migrano all’estero in cerca di opportunità che in Italia non trovano, così come la scarsa attrattività del nostro paese.

Proponiamo di incorniciare una riflessione sul modello di sviluppo e sui rapporti di produzione a partire da alcune delle principali risorse del nostro Paese: lo straordinario patrimonio artistico e culturale; l’alta qualificazione di molte e molti giovani sottoimpiegati o disoccupati; la ricchezza delle esperienze di innovazione sociale e di cooperazione che, negli anni di crisi, hanno vissuto una stagione di vitalità.

Lavoro e cultura raccontano meglio di ogni altra la tradizione civile e democratica del nostro paese. Eppure mai come in questo tempo, queste due parole suggeriscono un immaginario cupo, alimentato da scelte politiche che riducono il lavoro a mero strumento di accumulazione e la cultura a “bene di lusso”, spazio riservato ad un consumo elitario.

Lo straordinario patrimonio artistico e culturale di cui dispone il nostro paese è oggi teatro di una violentissima opera di saccheggiamento e privatizzazione, che ha come effetto strutturale lo spreco delle intelligenze, di quei talenti costretti ad emigrare per uscire dalla trappola feroce di precarietà e disoccupazione.

Per rovesciare questo paradigma ci chiediamo quale possa essere il ruolo della politica. Possiamo immaginare un piano di investimenti pubblici per assorbire le intelligenze e le competenze di questo paese, orientandole verso la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale? E’ pensabile un modello di produzione della cultura che non sia assimilabile a quello dell’impresa privata? Come possiamo agganciare il rilancio dell’occupazione con l’investimento in esperienze di innovazione sociale e produzione collettiva?

 

Facilitatori: Cecilia D’Elia e Claudia Pratelli

 

Interverranno fra gli altri:Daniela Bianchi,  Roberto Covolo, Simone Fana, Bruno Jossa, Laura Pennacchi, Giulia Ragonese, Daniela Santroni, Francesco Sinopoli e Giovanni Zinna